Lezione di tango con Pablo Veron al Circolo Gardel

Come orientarsi tra metodi e scorciatoie

I diversi approcci nell’insegnamento del tango

Chi si avvicina al tango per la prima volta scopre molto presto una cosa: il mondo dell’insegnamento in Italia è estremamente variegato. Non esiste un unico approccio, nè una strada universalmente condivisa. Tuttavia, osservando le pratiche più diffuse, si possono individuare due grandi famiglie di insegnamento.

Fondamentali o figure complesse: due estremi al confronto

Da una parte ci sono insegnanti che privilegiano in modo quasi esclusivo i fondamentali del tango. Le loro lezioni ruotano a lungo attorno al camminare, alle proiezioni, alla salida basica, incroci, ochos e poco altro. Poche figure, ripetute molte volte, con un’attenzione quasi ossessiva alla postura e all’abbraccio, con l’obiettivo di costruire una base solida e consapevole.

Dall’altra troviamo insegnanti che, già dai primi mesi, introducono movimenti complessi: figure articolate, elementi di “fuori asse”, sequenze spettacolari che spesso vengono proposte prima che gli allievi abbiano realmente interiorizzato i principi che le rendono possibili.

I rischi di un insegnamento sbilanciato

Entrambi gli approcci, se portati all’estremo, presentano dei rischi.

Nel primo caso il pericolo è quello di annoiare: ripetere gli stessi elementi senza riuscire a trasmetterne il senso profondo può spegnere l’entusiasmo di chi è all’inizio e ha bisogno anche di essere stimolato e coinvolto.

Nel secondo caso, il rischio è forse ancora maggiore: mettere troppa carne al fuoco, introdurre movimenti che presuppongono una conoscenza approfondita dell’equilibrio, dell’asse, della connessione e della dissociazione può portare a un apprendimento superficiale o scorretto. In questi casi non solo non si impara davvero, ma spesso si costruiscono abitudini che in seguito dovranno essere smontate e ricostruite.

L’importanza di una didattica consapevole

Trovare insegnanti capaci di incuriosire e appassionare lavorando principalmente sui fondamentali – che restano il cuore dell’apprendimento – non è affatto semplice. Lo si intuisce dalle frequenti migrazioni degli allievi nei primi anni, che passano da una scuola all’altra alla ricerca di qualcosa che spesso non sanno definire con chiarezza.

Esiste poi un’ulteriore tipologia di insegnamento: quella degli insegnanti “materni” o “amiconi”. Figure capaci di creare un clima accogliente e rassicurante, che conquistano facilmente la fiducia degli allievi, ma che sul piano didattico finiscono talvolta per trasmettere poco, lasciando scoperti gli aspetti fondamentali della formazione.

Tango e apprendimento: perchè le scorciatoie non funzionano

E’ interessante notare come ciò che appare scontato in altri ambiti di apprendimento sembri non esserlo quando si parla di balli sociali, tango incluso.

Se si impara a sciare, si accetta di fare lo spazzaneve molte volte prima di scendere in parallelo. Se si studia musica, si mette in conto il solfeggio. Se si impara una lingua, si parte dalla grammatica.

Nel tango, invece, spesso si cerca una scorciatoia, dimenticando che anche qui esistono tempi, strutture e processi inevitabili.

Come scegliere un corso di tango

Per un allievo principiante, che giustamente non deve annoiarsi ma neppure illudersi, alcuni criteri possono aiutare a orientarsi. il consiglio è di scegliere scuole con insegnanti qualificati e di grande esperienza, accettare la necessità della pazienza, evitare di correre e soprattutto di paragonarsi ad allievi di altre scuole che sembrano più avanti, senza conoscere realmente le basi su cui si stanno muovendo.

Una responsabilità culturale

In questa prospettiva, il compito di una scuola di tango non è quello di inseguire l’effetto immediato o la soddisfazione istantanea, ma di custodire un’idea di apprendimento che rispetti i tempi, le persone e la complessità di questa danza.

Un insegnamento che non separi il piacere dal rigore, nè l’entusiasmo dalla responsabilità.

Per chi inizia, scegliere con attenzione a chi affidare i primi passi significa porre le basi non solo di ciò che si impara, ma anche di come si vivrà il tango, come in ogni percorso culturale profondo, ciò che viene costruito con pazienza è anche ciò che ha più possibilità di durare.

 

Citazioni

<El tango es, ante todo, caminar.> – Gustavo Naveira

 <El tango se baila caminando.> –  Osvaldo Pugliese

<El tango no son las figuras, es la manera de caminar y de estar abrazados.> – Pablo Veron

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